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C'è un filo che attraversa quasi tutte le conversazioni tra figli adulti e genitori anziani, prima o poi. Riguarda la casa. Non tanto il fatto di abitarci, ma la possibilità di continuare a farlo.

In Lombardia, regione con una delle popolazioni più longeve d'Italia e una rete di strutture residenziali tra le più sviluppate, il paradosso è evidente: più cresce l'offerta di RSA e case di riposo, più forte si fa la resistenza degli anziani ad andarci. Non per capriccio. Per qualcosa di più difficile da spiegare, ma facilissimo da riconoscere.
Secondo i dati dell'ultimo rapporto regionale sulla non autosufficienza, oltre il 70% degli over 75 lombardi preferiscericevere assistenza al proprio domicilio piuttosto che trasferirsi in una struttura. Un numero che non sorprende chi lavora nel settore, ma che continua ad essere sottovalutato nelle politiche di welfare locale.
Poter restare a casa permette di sentirsi bene tra i propri spazi, più autonomi e liberi di vivere gli ambienti mantenendo un ritmo ormai personale. Vedovi e vedove, ma anche chi ha il partner in vita sogna di poter trascorrere i propri anni ancora tra le mura domestiche.
Il problema, però, è concreto. Le abitazioni non invecchiano insieme a chi le abita. La presenza di scale e alcune tipologie di bagni rendono davvero complicata l’autonomia totale.
Ecco perché intervengono le richieste per servizi come l’installazione di montascale in Lombardia che continuano a essere tra le soluzioni più richieste. Province come Milano, Bergamo, Pavia e Brescia con un’alta densità urbana, stanno registrando un aumento notevole di richieste sia in condominio sia in villette su più livelli.
La casa che non si lascia
Parlare con chi assiste anziani a domicilio restituisce un quadro che le statistiche faticano a catturare. Non si tratta solo di comodità o abitudine; c'è una dimensione identitaria nel rifiuto della struttura residenziale che va compresa, non combattuta.
L'autonomia per molti anziani non è un lusso, è una condizione psicologica irrinunciabile. Perderla, anche parzialmente, accelera processi di declino cognitivo e depressione che la letteratura medica documenta con dati sempre più precisi. Il domicilio protetto, quello in cui si interviene per adattare gli spazi piuttosto che per spostare la persona, è oggi considerato da geriatri e assistenti sociali la risposta più efficace, e spesso meno costosa, alla non autosufficienza lieve e media.
Il welfare che parte da ascensori e montascale
C'è un aspetto che viene spesso trascurato nel dibattito sull'invecchiamento attivo: l'accessibilità fisica degli edifici non è solo un problema privato. È una questione di urbanistica, di politica sociale, di come una comunità decide di trattare i suoi membri più vulnerabili.
Non possiamo negare quanto il mercato sia veloce e reattivo; le aziende che si occupano di installare soluzioni per la mobilità domestica riferiscono una crescita di richieste soprattutto rispetto al periodo precedente al 2020.
In Lombardia si va oltre la questione demografica e culturale, la generazione dei settantenni di oggi è più esigente e informata; per questo è pronta a individuare soluzioni tecniche prima di rassegnarsi. Basti pensare che il primo passo viene frequentemente sostenuto proprio da loro e non da figli e nipoti.
di Luca Redazione